Un sognatore con i piedi per terra

iBC: Chi è Matteo Chiarullo
Matteo: Un ragazzo dell’81 che “gioca a fare l’imprenditore del web” per inseguire la sua passione per la tecnologia e l’innovazione. Nato e cresciuto nel capoluogo mi sono cimentato, sin da giovane, in quelle che si sono configurate come un buon banco di prova per le mie successive esperienze imprenditoriali. Aver partecipato in quarto liceo scientifico, al progetto IG Student, con la produzione e commercializzazione di un CD ROM sulla regione Molise, mi ha dato la spinta per iniziare un progetto imprenditoriale “tutto mio”. Sono passato, poi, dal dilettarmi a creare siti web per amici e parenti al primo lavoro “importante” per l’ENEA e l’INRAN, a soli diciannove anni.

iBC: Qual’era il progetto?
Matteo: Il progetto prevedeva la realizzazione di un supporto digitale descrittivo sul controllo della fermentazione attraverso i bio sensori. I primi guadagni li ho utilizzati per continuare a credere nei miei sogni decidendo, così, di investirli nel progetto della mia azienda.

iBC: Sei partito da una passione per l’informatica, ma non ti sei fermato lì?
Matteo: Si, la passione per l’informatica mi ha orientato verso un settore specifico, ma poi, solo l’informatica non mi bastava più. Avevo voglia di acquisire competenze tecniche per la gestione manageriale, tutte quelle abilità che mi dessero la possibilità di avere una visione globale nella conduzione di un’azienda. E’ questo il motivo che mi ha spinto a studiare tanto quando ho deciso di proseguire il percorso di studi frequentando l’Università. Ho scelto il marketing perché è la disciplina che può dare una vista ampia sulle differenti tematiche d’impresa.

iBC: Dove hai studiato?
Matteo: A Parma, perché lì c’era già la possibilità di frequentare un corso di studi interamente dedicato al marketing. In quel contesto ricco di stimoli culturali mi sono trovato benissimo. Ho avuto la fortuna di interagire con docenti della Bocconi e del Cermes e, questo, ha influito positivamente sulla mia forma mentis e sulla mia crescita professionale. Ho sostenuto ben 36 esami di marketing, tra cui: marketing internazionale, direct marketing, marketing distributivo, comunicazione, marketing operativo, segmentazione, analisi, statistica e tanti altri. Durante gli anni dell’Università, di giorno studiavo e di notte continuavo a lavorare con la mia piccola ditta individuale in cui operavano già alcuni collaboratori a Campobasso e alcuni a Parma.

iBC: Di cosa ti occupavi in quel periodo?
Matteo: Consulenza e produzione dei siti internet. Ho continuato per tutto il periodo dell’Università. Lavoravo usando molto il telelavoro, poi, dopo la Laurea, avevo bisogno di vivere un’esperienza in un’azienda che non fosse la mia. Avevo voglia di fare la “gavetta da dipendente” che reputo un esperienza altamente formativa ed imprescindibile. A Milano dove mi sono proposto come stagista alla Talent Manager azienda che si occupa di recruiting on line e ricerca e selezione del personale. Durante i sei mesi dello stage ho lavorato tanto per cercare, attraverso le mie idee, di ottimizzare i loro prodotti e servizi, obiettivo questo, raggiunto con successo.

iBC: Come è stata l’esperienza?
Matteo: I primi sei mesi nell’azienda non sono stati certo facili. Come tutti i giovani che hanno appena concluso un percorso di studi, avevo bisogno di acquisire la padronanza di alcuni strumenti pratici che diventano, invece, familiari solo attraverso l’esperienza. Gli orari che facevo erano un po’ assurdi, le giornate erano pienissime, non staccavo quasi mai dal lavoro, ma ho tenuto duro e oggi sono contento di non aver mollato. Anche quell’esperienza ha forgiato il mio carattere, contribuito alla mia tenacia e sicuramente anche alla mia professionalità.

iBC: Per quanto tempo sei rimasto in questa azienda?
Matteo: Sono tutt’ora nell’azienda nella quale sono entrato come stagista. Da stagista sono poi diventato responsabile di prodotto, fino a ricoprire in seguito l’incarico di marketing manager. E ad oggi, oltre ad essere consulente dell’azienda, sono anche socio della stessa che si è fusa con Hrweb piattaforma per il recruiting on line, che avevo creato in quegli anni durante il mio tempo libero e che fondendosi con Talent Manager ha dato vita ad una new company dal nome HRweb Tech.

iBC: Quante persone lavorano nell’azienda?
Matteo: All’inizio eravamo davvero pochi, quattro o cinque. La classica azienda nata in “garage”. Adesso siamo venticinque e siamo tutti giovanissimi. Basta pensare che l’Amministratore delegato ha soli quarantuno anni. Spero che il numero dei miei collaboratori riesca ad aumentare pian piano. Mi piace il confronto con gli altri, nella mia idea di impresa tutto ruota intorno alle persone e all’enorme contributo che ognuno può dare in un progetto. E’ per questo che, nella mia storia di piccolo imprenditore, ho sempre cercato di coinvolgere gli altri, proprio in nome di quella che io amo definire: “microimprenditorialità diffusa”. Sono sempre più convinto che i progetti migliori possano nascere solo dalla collaborazione di più persone. Così come è avvenuto per HRweb, la società che si occupa di sviluppare una tecnologia innovativa per la ricerca e la selezione del personale e che è nata proprio dalla fortunata collaborazione con il mio amico e collega Luca.

iBC: Sta funzionando?
Matteo: Sicuramente si. Quando abbiamo iniziato, HRweb era posizionata all’ultimo posto in un elenco di sedici aziende da sempre nel settore, invece adesso, siamo addirittura arrivati a fornire tecnologia a tutte loro, portando la società a divenire leader nel settore a livello nazionale. Lavoriamo per più di duecentocinquanta clienti che condividono il sistema inventato, creato e brevettato da noi. Forniamo tecnologia all’Agusta, alla Pirelli, TNT, Etjca, Expo 2015 e grandi brand che si rivolgono a noi per le soluzioni di reclutamento on line. Questo un po’ mi rassicura perché, forse, la scelta di investire sulle persone e stimolare il talento di ognuno è stata vincente. HRweb è nata da una casualità che ora posso definire sicuramente fortunata, ovvero le difficoltà del mio amico Luca di trovare lavoro. Partendo da una problematica, oggi sempre più sentita dai giovani, è nata un’idea rivelatasi vincente. Adesso, grazie al metodo che abbiamo sviluppato partendo da HRweb, le nostre aziende sono diventate sette. Inizialmente per coordinare il progetto e le azioni da sviluppare utilizzavamo il telelavoro, fino a quando io, da sempre innamorato della mia terra, ho deciso di tornare per stabilire una sede dell’azienda proprio in Molise. Un’azienda un po’ sui generis che lascia notevole libertà ai dipendenti, perché non prevede orari e turni fissi, ma solo obiettivi condivisi e tempi prestabiliti per raggiungerli. E’ un contesto giovane, aperto alla flessibilità e anche alla creatività di soluzioni ancora non sperimentate da nessuno.

iBC: Quando sei tornato?
Matteo: Nel novembre 2009, quando abbiamo deciso di impiantare ad Oratino la sede della nostra azienda, con l’obiettivo di continuare a lavorare e darci da fare per dar forma ad una realtà imprenditoriale che potesse raccontare una nuova identità del Sud ed in particolare della nostra piccola regione. Un’identità che nasce dal duro lavoro, dalla voglia di cambiare, di innovare. Un identità che racconti la storia a lieto fine di un’impresa che ce l’ha fatta ad emergere perché quotidianamente opera coltivando l’eccellenza.
Speriamo di avere presto una sede nuova, progetto su cui stiamo già lavorando da un po’ e che, una volta concretizzato, ci darà la possibilità di vedere realizzato uno dei nostri tanti sogni: una “web factory” in Molise per l’eccellenza tecnologica nel Web.

iBC: Raccontami delle difficoltà che hai incontrato.
Matteo: Le difficoltà maggiori sono state legate soprattutto al reclutamento di personale qualificato.

iBC: Come avete reclutato i collaboratori? E quanti sono?
Matteo: Il reclutamento è avvenuto tramite i nostri sistemi, la maggior parte dei miei collaboratori sono tutti ingegneri informatici. In totale ruotano intorno alle nostre attività una cinquantina di persone. Qui in Molise, al momento, ci sono una ventina di collaboratori. Quando abbiamo iniziato le selezioni cercavamo dei ragazzi qui sul territorio, ma purtroppo ci siamo accorti che i curricula non rispondevano alle esigenze specifiche e altamente innovative del settore nel quale opera l’azienda.

iBC: Ho visto poche ragazze…
Matteo: Ne sono quattro e in genere preferiscono lavorare con orari un po’ più strutturati per conciliare con più facilità lavoro e famiglia.

iBC: E come avete risolto il problema?
Matteo: Alla fine delle selezioni, abbiamo reclutato giovani molisani e non, molti dei quali formatisi a Parma, Milano, Brescia e Napoli. In azienda la loro formazione continua ancora oggi con aggiornamenti e ricerca costante che, per noi, rappresentano le basi fondamentali per diventare competitivi.

iBC: Hai creato un modello di reclutamento, hai perso qualche collaboratore?
Matteo: Abbiamo creato un modello che si è rivelato molto efficace per il reclutamento del personale e finora non ho perso neanche una risorsa.

iBC: Che tipo di contratto hai con i tuoi collaboratori?
Matteo: Poiché in azienda ci avvaliamo anche di collaboratori esterni, le tipologie di contratto utilizzate sono varie, dal contratto di collaborazione alle partite IVA ai classici “tempo indeterminato”.

iBC: Cosa significherà per voi la nuova sede?
Matteo: Significherà il trasferimento di tutta la sfera produttiva in Molise, mentre a Milano resterà comunque la sede amministrativa e commerciale, da Brescia, così come da New York o, dall’Australia avremo altri collaboratori coordinati, tramite il telelavoro, da un giovane collega di Isernia.

iBC: E le aziende clienti in Molise?
Matteo: Per la parte che riguarda la ricerca e la selezione del personale, al momento, in regione, non ho clienti. Mentre, è nata una proficua collaborazione con “La Molisana“, di proprietà della famiglia Ferro, con i quali è stato facile capirsi. Per loro, stiamo seguendo il web marketing ed un progetto di valorizzazione delle competenze. Utilizzando evoluti strumenti di analisi è possibile individuare competenze enormi non emerse, e costruire, quindi, percorsi di crescita e valorizzazione delle risorse. Sono contento che la famiglia Ferro abbia la sensibilità, la creatività e la voglia necessaria per utilizzare strumenti innovativi che riescono a migliorare non solo i processi interni ma anche tutto il sistema della comunicazione.

iBC: E la pubblica Amministrazione?
Matteo: Attualmente non abbiamo nessun cliente nella PA. In futuro mi piacerebbe rendermi promotore di strumenti di innovazione che diventano sempre più importanti per la gestione efficiente e lo sviluppo dei servizi pubblici.

iBC: E l’Università?
Matteo: “Nemo profeta in patria”. Realizziamo progetti per molte università italiane ma non abbiamo mai collaborato con Unimol. Mi piacerebbe poter proporre all’Ateneo un progetto per ottimizzare il placement e la loro visibilità on line.

iBC: Sentite la concorrenza?
Matteo: La nostra è un’azienda che per il settore specifico nel quale opera, in Molise, al momento, non ha concorrenti diretti. A livello nazionale la concorrenza sicuramente c’è. La nostra bravura deve essere quella di mantenere costantemente un vantaggio competitivo stabile e difendibile che abbiamo scelto di individuare negli altissimi standard qualitativi dei nostri servizi.

iBC: Come si diventa competitivi sul mercato oggi? Cosa è cambiato?
Matteo: Mi ispiro al mondo Internet per rispondere. Il web ci ha insegnato e dimostrato come ciò che veramente è premiato dal mercato è l’efficienza e la qualità dei prodotti.
In un mercato globale sempre più difficile da aggredire, segnato da una competitività altissima, non si può barare. Serve qualità costante.

iBC: Mi parli delle altre aziende che hai creato con il sistema della microimprenditorialità diffusa?
Matteo: WeMakeWeb è capogruppo di cui io sono il titolare e con la quale offriamo le consulenze principali alle aziende. Attorno a lei nascono, poi, diverse business unit che hanno competenze specifiche. Con HRweb garantiamo alle aziende tecnologie all’avanguardia per il reclutamento di personale. Con YouMakeWeb abbiamo, invece, creato un sistema per la produzione e la gestione dei siti internet, supportando i nostri clienti nell’utilizzo e nell’aggiornamento del proprio sito, elemento determinante per ottenere grandi risultati. Un sito web vecchio, senza contenuti aggiornati creerebbe, infatti, molti più danni di un sito inesistente. WeMakeSeo supporta, poi, le aziende nell’ottimizzazione dei contenuti all’interno del motore di ricerca, perché in internet non basta esserci, ma bisogna anche farsi conoscere e gestire al meglio la visibilità on line. We Make Seo si occupa, perciò, di tutto ciò che è Web Marketing. Per il web è importante soprattutto aiutare le aziende nella scelta delle parole giuste per raggiungere i primi posti nei motori di ricerca, così come insegnano i migliori studi americani del settore. Per fare ciò, ci avvaliamo proprio di un ragazzo australiano e di un ragazzo americano supportati e coordinati da un nostro collaboratore di Isernia. WeParseWeb sviluppa motori di ricerca, il più grande si chiama Training-list.com ed è focalizzato sulla ricerca di opportunità di formazione. Il servizio, al momento è già operativo in Italia, USA, Francia e Inghilterra, ma presto approderà anche in Spagna e Germania. WeShapeWeb, altra business unit del gruppo, ha una tecnologia proprietaria molto evoluta con cui offre soluzioni tecnologiche per i siti di annunci (classified). Il cliente più importante in questo ambito è al momento eBay. SGAP si occupa, infine, di fornire una soluzione tecnologica e fortemente innovativa in grado di ottimizzare le attività che un gruppo di lavoro complesso mette in atto. All’interno del nostro sistema ogni “business unit” è specifica, ma tutte offrono al cliente soluzioni integrate che lo supportino nell’ottimizzazione del business. Trovare soluzioni nel mondo del web è una sfida non sempre semplice, perché le situazioni cambiano continuamente e bisogna essere pronti a rimettersi in gioco in qualunque momento, ma la costante attività di ricerca condivisa che i nostri professionisti sviluppano quotidianamente, consente di superare tutti quelli che possono apparire ostacoli insormontabili a chi il web non lo conosce bene.

iBC: Cosa significa Formarsi all’innovazione?
Matteo: Significa conoscere e imparare ad utilizzare tecniche e sistemi per ottimizzare al massimo le risorse. Innovazione quindi come metodo ed approccio per risolvere i problemi complessi. Nel caso dello SMOC abbiamo parlato di innovazione nelle tecniche di comunicazione e quindi del cosidetto web 2.0.

iBC: Vi rivolgete a tutte le aziende? Tutte hanno bisogno d’innovazione?
Matteo: Ci rivolgiamo a tutti, perché in un mercato in continua evoluzione è importante per le aziende avere soluzioni che consentano di essere competitive sul mercato. Non basta realizzare ottimi prodotti, bisogna fare marketing, raccontare il vantaggio dei propri prodotti sfruttando anche tutte le potenzialità dei nuovi strumenti di comunicazione.
Per poter acquisire quote di mercato ritengo sia importante essere in grado di individuare soluzioni sempre più innovative che soddisfino bisogni latenti del consumatore, cercando di anticipare i competitor. Anche per noi l’innovazione è, perciò, continua.

iBC: Il Molise, a tuo avviso è in ritardo nell’utilizzo della comunicazione e delle innovazioni tecnologiche?
Matteo: Ho avuto modo di scoprire che ci sono alcune realtà che comunicano particolarmente bene ma, purtroppo, attualmente sono un numero troppo esiguo.
In una regione come la nostra la comunicazione innovativa ed il web in generale potrebbero essere strumenti che consentirebbe alle aziende di superare i confini regionali senza dover far fronte agli investimenti, a volte insostenibili e poco efficaci, della comunicazione tradizionale.

iBC: Perché? Mancanza di cervelli, studi, risorse, politiche, mezzi tecnici (ADSL…)?
Matteo: In Molise i “cervelli” sicuramente ci sono ed io ho avuta la fortuna di incontrarne tanti. Purtroppo spesso li ho trovati in Lombardia e ci siamo raccontati di quanto è bello il Molise. Penso che l’apertura mentale ed il confronto con altre realtà nazionali o internazionali debbano essere momenti imprescindibili prima di poter tornare in regione.
Ho incontrato tanti candidati un po’ troppo legati alla logica del posto fisso, sui cui però non si possono avere più aspettative e, a parer mio, questo contribuisce a renderli meno motivati verso un’imprenditorialità che, se da un lato rappresenta un’opportunità, dall’altro non è esente da rischi. Ovviamente non tutti hanno un’attitudine verso l’imprenditorialità, ma tutti però dovrebbero essere spinti a credere di poter e di dover fare di più per la loro realizzazione lavorativa.

iBC: Cosa, a tuo avviso, andrebbe fatto subito?
Matteo: Le infrastrutture di cui sento la mancanza sono certamente legate alla mobilità delle persone ed alla connettività. Non è facile invitare un cliente in sede considerando che dopo aver percorso Milano Roma a 350 km/h dovrà salire su un fatiscente treno a gasolio e resistere ancora 3 ore in uno scomodo viaggio su una tratta inadeguata ad un capoluogo di regione.

iBC: Come vi finanziate?
Matteo: Fino ad oggi ci siamo sempre autofinanziati.

iBC: Per la costruzione della nuova sede avete avuto bisogno di aiuti economici?
Matteo: No, stiamo costruendo solo con le nostre forze, cresciamo piano piano, con umiltà cercando di non fare mai il passo più lungo della gamba. Mi piace dire che siamo dei sognatori con i piedi ben piantati a terra.

iBC: Sei uno di quegli imprenditori che lavora sempre? Quando non lavori cosa ti piace fare?
Matteo: Non lavoro sempre, ma molto, forse moltissimo. Nella mia vita non ci sono orari prestabiliti, è tutto molto frenetico, ma quando sento il bisogno di staccare la spina mi piace fare lavori di bricolage, passione che ho ereditato da mio padre. Ciò che mi rilassa molto e che sto già facendo è la costruzione della mia futura casa. E poi da buon molisana amo la montagna ed il nostro Matese.

iBC: Grazie

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